Newsletter del Politecnico di Bari

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Newsletter del Politecnico di Bari

Edilizia di servizio e rapporto con la città

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 Il punto di vista del Politecnico di Bari *

a cura di Nicola Martinelli delegato del Rettore per il Diritto allo Studio e consigliere d’Amministrazione ADISU

1.       Premessa

Nell’Ottobre 2010 ho avuto la fortuna di partecipare al Forum Europeo Younivercity a Padova e di poter vedere il Diritto allo Studio in una dimensione europea del rilancio del capitale umano, un grande sforzo teso alla diffusione di buone pratiche per rilanciare i temi forti del sostegno che una comunità deve a chi studia, nell’interesse di tutti. Infatti, in quelle tre giornate animate dalla riflessioni di docenti, addetti ai lavori, organizzazioni degli studenti, amministratori, il Diritto allo Studio veniva presentato oltre che come strumento della piena attuazione degli artt. 3 e 34 della Costituzione - direbbe Pizzorno “dell’eguaglianza dei punti di partenza” - anche come un’espressione rilevante di una cittadinanza europea compiuta.

Era possibile in quei giorni, infatti, vedere quanto gli scenari socio-economici internazionali, che hanno richiesto e richiedono maggiore rigore nelle politiche di bilancio, impongano di trovare risorse per rilanciare il capitale umano, intellettuale e culturale come unica grande risorsa veramente non rinnovabile e le manifestazioni degli indignados in Spagna chiedono oggi anche questo.

A Padova si poteva anche comprendere come i diretti competitor europei dell’Italia, proprio nella fase congiunturale, non riducano, anzi incrementino, le risorse per la ricerca, la formazione e l’innovazione. Infatti in un’Europa a 27 ancora lontana dal raggiungimento di una media europea del 3% del PIL in investimenti in Ricerca & Sviluppo previsti dalla Strategia di Lisbona del 2002, la Germania si presenta comunque con investimenti del 2,54% del PIL, la Francia con il 2,08%, l’Austria con il 2,56%, staccando il gruppo dei paesi deboli dell’OCSE nel quale si posiziona l’Italia con il suo 1,13% !

Un paese nel quale, mentre nel 2008 si ragionava di Riforma Universitaria, la manovra finanziaria triennale di 40 miliardi di euro si scaricava per un quarto – 10 miliardi - sul MIUR e in particolare per 1,4 miliardi di euro, sul Fondo di Finanziamento Ordinario degli Atenei Italiani. Nel 2010 il sistema universitario ha potuto contare su poco meno di 7,2 miliardi, mentre toccherà il punto più critico nell’anno in corso, quando il FFO scenderà a 6,1 miliardi, corrispondente a un taglio di 1,4 miliardi di euro pari cioè al 19 % circa dello stanziamento del 2009.

Per tale motivo, a Padova si richiamava l’esigenza di un ripensamento del rapporto tra Enti per il Diritto allo Studio, Università e governi regionali, che il nuovo federalismo rilancia, e di una riflessione sui necessari adeguamenti della L.390/1991, proprio mentre stiamo discutendo animatamente dei nuovi assetti delle governance dei nostri atenei.

2.       Rapporto Città-Università

Esaminando i rapporti tra città e università di fronte alle sfide che la società della conoscenza ci pone, si può osservare come le città cerchino di riposizionarsi in uno scenario di competizione internazionale nel quale regioni urbane grandi e medie tendono a pesare sempre più e a giocare ruoli maggiormente rilevanti nei processi di internazionalizzazione. D’altro canto le università devono consolidare, come suggeriscono le nuove strategie di Europa 2020 con la centralità dell’economia della conoscenza, la loro attrattività nel campo della formazione superiore e della loro capacità di innalzare il livello di capacity building nella gestione dei processi di sviluppo dei territori dove operano.

Pertanto, città e università hanno l’ineludibile necessità di “fare sistema” in un rinnovato rapporto tra Università, centri di ricerca, aziende e istituzioni pubbliche proprio perché le città con le loro dotazioni infrastrutturali, il loro potenziale di interazione sociale si presentano come il migliore ambiente per competere con questa sfida.

Esistono anche dei Diritti di Cittadinanza come il Diritto allo Studio che, citando il Presidente Vendola,  dovrebbe essere visto come lente per poter leggere altri diritti di cittadinanza quali: l’accessibilità, l’emersione dei talenti, la crescita, la salute, la sostenibilità dell’ambiente nel quale si vive.

Allora un messaggio, che ci viene dalla tre giorni di Younivercity e che il Politecnico di Bari vorrebbe far suo, potrebbe riassumersi nella necessità di puntare sulla qualità dei rapporti tra università, città e territori poiché tale qualità influenza notevolmente la capacità di garantire da un lato il Diritto allo Studio, ma allo stesso tempo i diritti di cittadinanza universitaria e di una più generale “abitabilità” della città contemporanea.

Non è un caso che nel XI Sondaggio Censis 2010, rivolto ai presidi di Facoltà italiane, risultasse al primo posto dei miglioramenti suggeriti al sistema universitario italiano, con il 57,8 % di consensi, “il costante miglioramento dei servizi offerti” per rendere più attrattive le università italiane, unitamente ad un tema di abitabilità individuato come necessità di una migliore accoglienza dei fuori sede, attraverso una valorizzazione del patrimonio immobiliare delle università, che impone un’adeguata politica di housing sociale per studenti italiani e stranieri”.

Non è un caso che uno dei momenti più affollati del Forum Europeo sul Diritto allo Studio fosse quello dedicato alle riflessioni “Città e Università: le risorse del futuro” nel quale si avanzava la tesi che le città universitarie siano i luoghi in cui la competitività dovrà essere declinata nei prossimi anni nell’ottica del rilancio del capitale umano in una nuova dimensione di Diritto allo Studio, principio generale nel quale vengono compresi i diritti di cittadinanza universitaria e quelli di abitabilità generale della città.

3.       La posizione del Politecnico di Bari

In Aprile si è raggiunto il pareggio di bilancio del Politecnico con una politica di “lacrime e sangue” che ha visto un combinato disposto di razionalizzazione e tagli della spesa, sacrifici estesi su tutta la comunità docenti, personale e studenti che hanno dimostrato un grande senso di responsabilità, un risultato che si è ottenuto solo grazie alla corresponsabilizzazione di tutti e che ha consentito di evitare la vendita/svendita dell’importante plesso di Scianatico su Via Amendola che oltre ad ospitare grandi aule e dipartimenti, un vasto parcheggio da mettere in gioco in un nuovo sistema di mobilità urbana legato al Programma Integrato di Riqualificazione delle Periferie (PIRP) di S. Marcello di cui dirò più avanti, si apre oggi al mondo delle imprese con le nuove presenze legate alla joint venture con Avio e il suo indotto.

 4.       Le azioni del Politecnico e rapporto con la città

Il Politecnico per lo Sportello Casa

Nel Novembre 2009 è stato firmato il Protocollo di Intesa per il progetto sperimentale “Sportello Casa”. tra Regione Puglia-Assessorati al Diritto allo Studio e all’Assetto del Territorio, ADISU Puglia, Università di Bari, Politecnico di Bari, Comune di Bari con SUNIA, APPC, F.I.A.I.P.

Gli impegni del Politecnico di Bari, a seguito del perfezionamento del Protocollo d’Intesa possono riassumersi in

  • progettazione grafica della linea pubblicitaria;
  • collaborazione al front office con 15 studenti part-time nell’arco di un anno;
  • Collaborazione al servizio con tirocinanti architetti e ingegneri per la valutazione dello stato di consistenza degli alloggi.

Il progetto per lo Student Center

E’ inoltre previsto l’avvio dei lavori per la realizzazione dello Student Center. Il progetto, oltre a soddisfare una esigenza istituzionale importante per l’attività degli studenti, si propone anche di riqualificare questa parte del campus universitario che si affaccia sul quartiere S. Marcello con un nuovo volume, ben visibile da via Orabona, realizzato con la chiusura dei due corridoi-ballatoio, ed una unificazione della facciata sotto l’aspetto architettonico. Contribuendo così a dare risposta ad un problema – quello dell’assenza di spazi di studio attrezzati – sempre lamentato dai nostri studenti.

Le funzioni previste nell’ambito delle attività di trasformazione del complesso nuove “Grandi Aule” sono le seguenti:

Piano terra: Ambulatorio e Pronto Soccorso con annesso Vano Tecnico con destinazione a sottocentrale di climatizzazione, allacciata alla Centrale di cogenerazione energia del Campus Politecnico di Bari;

Scale di accesso al primo piano in prossimità delle superfici studio da utilizzare, integrative degli accessi attualmente esistenti;

Piano Primo: Sale studio per una capacità circa 200 postazioni, con annessi servizi igienici;

Piano Secondo: N. 2 aule studio per circa 60 posti cadauna, con annessi servizi igienici,

Per un totale di 2.340 mc di nuovi volumi.

La nuova Facoltà di Architettura

Nell’anno accademico 2010-2011 (20° della storia della Facoltà) si è inaugurata la nuova sede della facoltà di Architettura. L’ampio edifico, con pianta a C su tre piani più un piano interrato, ha reso Architettura, dopo anni di ospitalità in sedi improprie, finalmente autonoma potendo accogliere  aule per la didattica di diversa capienza, la sede del Dipartimento e degli Uffici Amministrativi e ben 18 sale attrezzate per i Laboratori di Laurea in house.

Housing Universitario l’ipotesi Collegio Universitario a Mungivacca

Nell’incontro dello scorso inverno tra i ministri Fitto e Gelmini con i rettori delle Università del Mezzogiorno, è stato chiesto ai rettori di esprimere alcune richieste sul Potenziamento Infrastrutturale dei rispettivi atenei da finanziare in uno degli Assi strategici del Piano per il Sud. Il Politecnico di Bari – dopo una serie di verifiche – ha chiesto un finanziamento di 35 milioni di €, per l’acquisto completo del Collegio Universitario nel quartiere Mungivacca realizzato dal gruppo imprenditoriale DeBar all’interno del “Contratto di Quartiere”. L’edifico, secondo il programma del Politecnico presentato ai Ministri, si articolerebbe in un Collegio Universitario da 750 posti letto su 4 piani, di cui un centinaio per un Collegio d’Eccellenza per studenti stranieri. Al piano terra e nell’interrato sono previsti le sedi dei 20 Spin Off del Politecnico e i servizi quali la mensa, gli spazi comuni e la piscina coperta.

In tal modo si raggiungerebbe un nuovo livello di Mixité funzionale e sociale di un quartiere riqualificato di recente con il Contratto di Quartiere in prossimità, peraltro, all’area del campus di Via Orabona.

Il PIRP di S. Marcello e un nuovo protagonismo del Politecnico di Bari

L’Accordo di Programma darà inizio al Programma Integrato di Riqualificazione delle Periferie di S. Marcello, il quartiere Ina Casa posto a ridosso del Campus. Si tratta di un quartiere in forte stato di degrado, che subisce anche la pressione della popolazione universitaria, tenuto conto che da un ricerca del Politecnico di Bari risulta che giornalmente si scaricano sul quartiere 500 auto congestionando il traffico e la sosta.

Un gruppo di lavoro del Politecnico ha collaborato con il Comune di Bari nella fase di candidatura del PIRP per le gestione del Laboratorio di Quartiere necessario alla condivisione con i residenti del progetto. Inoltre il Politecnico ha sottoscritto una nuova convenzione con il Comune di Bari per la gestione di un Tavolo Tecnico tra residenti, Circoscrizione, Iacp, Parrocchia di S.Marcello e Comitato di Quartiere per la gestione dei lavori del PIRP, come è stato dichiarato nel corso della prima assemblea di Quartiere dell’ 8 giugno 2011.

Progetto Bari Smart City

Il Politecnico di Bari ha recentemente ospitato nella sua Aula Magna il primo Convegno cittadino sulla Smart City; infatti Bari ha aderito al Patto dei Sindaci, campagna volontaria lanciata dalla U.E., e si è impegnata a conseguire l’obiettivo di riduzione delle emissioni di gas serra e quindi dei consumi energetici della città oltre il 20% rispetto a quelli dell’anno di riferimento. Nell’ambito del percorso verso uno sviluppo sostenibile l’Amministrazione Comunale si è candidata all’iniziativa  “Smart City and Communities”, iniziativa che prevede obiettivi più ambiziosi per lo sviluppo di politiche locali per l’utilizzo intelligente dell’energia. In questo percorso è necessaria la condivisione degli obiettivi da parte dei “portatori di interessi” ossia di Enti, Istituzioni e Associazioni della Società Civile rappresentative di categorie interessate o che possono contribuire al conseguimento degli obiettivi fissati nelle proprie attività e nei propri piani e programmi.

  

*Si ringraziano gli Uffici dell’Amministrazione Centrale del Politecnico di Bari che hanno fornito i dati presentati nel contributo alla giornata ADISU e la contrattista arch.Marianna Simone e il prof. a contratto del Corso di Laboratorio di Urbanistica della FdA arch. Luigi Guastamacchia per la collaborazione

 
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